Storia
Le missioni gesuitiche guaraní, un capitolo che il Paraguay non ha smesso di leggere
Fra il Seicento e il Settecento, nel sud del Paese, si costruì un sistema di città indigene che ancora oggi si può visitare.
A qualche ora di strada da Asunción, nel sud del Paraguay, ci sono piazze enormi circondate da niente. Sono i resti delle reducciones gesuitiche: città progettate, costruite e abitate da popolazioni guaraní sotto la direzione della Compagnia di Gesù fra il 1609 e il 1768.
Che cosa erano
Non erano villaggi. Erano insediamenti pianificati con una griglia regolare, una piazza centrale di dimensioni sproporzionate rispetto alla popolazione, una chiesa monumentale su un lato, le abitazioni disposte in file continue sugli altri tre, e — dietro — laboratori, magazzini, orti, un cimitero. Ciascuno ospitava da qualche migliaio a oltre diecimila persone.
Il modello era replicabile e infatti fu replicato: decine di missioni fra l'attuale Paraguay, l'Argentina e il Brasile, collegate fra loro da una rete di strade e di scambi. Producevano yerba mate, cotone, tabacco, legname, e una quantità notevole di oggetti liturgici scolpiti in loco.
L'architettura
La materia prima è arenaria rossa, tagliata in blocchi e lavorata con una precisione che sorprende ancora. A Trinidad la chiesa principale conserva un fregio scolpito con angeli musicanti — arpe, maracas, strumenti a fiato — che è il documento visivo più eloquente di quel mondo: la musica era la disciplina centrale delle missioni, e gli artigiani guaraní la rappresentarono con i propri strumenti.
Il dettaglio importante è chi ha scolpito quelle pietre. Non maestranze europee, ma botteghe locali formate sul posto, che reinterpretarono modelli barocchi con una grammatica propria. Le figure hanno proporzioni, volti ed espressioni che non appartengono a nessun manuale iberico.
Perché la lettura non è chiusa
Le missioni sono ancora oggi materia di discussione, e non solo accademica. Sono state descritte come rifugio contro la schiavitù dei cacciatori di schiavi paulisti, come esperimento di organizzazione collettiva, e come struttura di controllo che comunque cancellava forme di vita precedenti. Tutte queste letture hanno basi documentarie.
Quello che nessuno discute è l'effetto linguistico e culturale di lungo periodo. Il guaraní scritto nasce in gran parte in quel contesto: grammatiche, dizionari e testi religiosi compilati dai missionari fissarono una lingua che altrimenti sarebbe rimasta soltanto orale. È una delle ragioni per cui il Paraguay è oggi l'unico Paese americano in cui una lingua indigena è parlata dalla maggioranza della popolazione.
Come si visitano
Trinidad e Jesús de Tavarangue si trovano a pochi chilometri l'una dall'altra, nel dipartimento di Itapúa, e si vedono comodamente nello stesso pomeriggio partendo da Encarnación. Sono siti aperti, con percorsi segnalati e poca ombra: si va presto o tardi, con acqua.
Il momento migliore è l'ultima ora di luce. L'arenaria passa dall'ocra al rosso profondo, le piazze si svuotano, e la sproporzione fra lo spazio costruito e il silenzio che lo circonda diventa, per qualche minuto, molto difficile da ignorare.
Fonti e riferimenti
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